martedì 11 settembre 2018

11 SETTEMBRE 1683, A VIENNA LA FEDE SALVO' L'EUROPA

11 Settembre 1683 - Un'Europa lacerata anche allora dalla crisi di Fede seppe però ricompattarsi per difendere i propri confini e la propria terra dall'invasione islamica.
Vienna era ormai persa e Karà Mustafà, col suo poderoso esercito, aveva quasi conquistato la città e, dopo aver infettato il Danubio gettandovi topi morti, puntava ormai a conquistare la città Eterna di Roma.
L'uomo della provvidenza allora fu Benedetto Odescalchi, salito sul soglio pontificio col nome di Innocenzo XI, che spronò, finanziò e mise insieme un esercito si inferiore a quello musulmano ma carico di Fede e di coraggio.
Quella mattina Marco D'Aviano dopo aver recitato Messa andò a combattere con le truppe al comando del generale polacco Sobieski. Se Vienna cade è la fine, la fine della cristianità e dell'Europa, ma Vienna resiste, gli uomini di Sobieski caricano l'esercito turco in netta superiorità numerica e lo sbaragliano.
Solo duemila perdite dell'esercito cristiano contro i ventimila di quello musulmano: Vienna è salva, Roma è salva, il cristianesimo è salvo e l'Europa respinge, cento anni dopo Lepanto, l'ennesimo tentativo islamico di invasione.
A Vienna si vinse solo perchè vi fu Fede e coraggio, quella Fede e quel coraggio che oggi sta mancando nella parte storica e cattolica dell'Europa. Oggi, seppur sotto altre forme, l'Europa corre il rischio di essere assorbita e spazzata via da una sostituzione di popolo imposta, questa volta, dalla finanza apolide e massonica che da sempre muove per distruggere la nostra storia e cultura, che è Greca-Romana-Cristiana e che, dal Paganesimo e dal ragionamento di gente come Socrate, Platone, Aristotele, Seneca, Cicerone, è stata unita dai Padri della Chiesa con Sant'Agostino nella Patristica e San Tommaso nella Scolastica.
Chissà se il Ministro Salvini oggi ricorderà questa battaglia che salvò la nostra vera cultura Europea che non è Giudaico-Cristiana, perchè il giudaismo non è quello del Vecchio Testamento bensì è quello Talmudico che rinnega Dio e che ha fatto pertanto dell'ebraismo una religione falsa dopo non aver riconosciuto il Messia ed il figlio di Dio in Gesù Cristo, la nostra vera cultura è Greco-Romana-Cristiana.
Azione Identitaria Calabria


venerdì 7 settembre 2018

Reggio Calabria, intercettazioni ROS - Turtoro (Azione Identitaria) chiede al Prefetto l'invio della commissione d'accesso antimafia al Comune.



Quanto verificatosi questa mattina a Reggio Calabria risulta l’ennesima mortificazione per la città stessa e per l’intera regione Calabria, ed il sindaco Falcomatà, resosi protagonista di intercettazioni telefoniche “pericolose” che lo avvicinerebbero alla cosca Libri, non può uscirsene con dichiarazioni pseudo-sarcastiche su un social.
Risale ad un anno fa circa la nostra richiesta di accesso al Comune della commissione antimafia (per il “caso” Marcianò) e proprio a firma dello stesso militante che si è visto recapitare in questi giorni l’avviso di proroga delle indagini per il reato contestato all’art.294 c.p., una coincidenza che ci lascia perplessi soprattutto alla luce delle gravità che pare stiano emergendo dall’informativa dei ROS.
Sentiamo, quindi, doveroso, sia per far chiarezza su questa e altre vicende che per la tutela del sindaco stesso (che si dichiara “socialmente” estraneo ai fatti), rinnovare la richiesta al Prefetto di Reggio Calabria per l’invio della Commissione antimafia di accesso agli atti del comune metropolitano affinchè, attraverso la visione di atti e delibere ed altro, venga accertata o scongiurata l’influenza mafiosa nelle varie azioni amministrative.
Un dovere, questo di chiedere l’accesso agli atti, che dovrebbe partire dallo stesso sindaco a sua garanzia, ed un dovere verso i cittadini reggini che hanno la sfortuna di assistere ad una continua mortificazione della loro città troppo spesso coinvolta nei connubi mafiosi e vittima, per colpa di chi l’ha governata, di condizionamenti loschi nelle scelte amministrative pubbliche.

Paola Turtoro
Portavoce regionale
AZIONE IDENTITARIA CALABRIA



giovedì 6 settembre 2018

Visita Ministro Centinaio in Calabria - Spatara (Azione Identitaria) : "Sul CETA la Confagricoltura è andata in cortocircuito".


Trovo assolutamente deleterie, per tutto il settore, le parole del vicepresidente nazionale di Confagricoltura Nicola Cilento nel suo intervento durante la conferenza tenutasi a Lamezia Terme del Ministro dell’Agricoltura Centinaio.
Più precisamente mi riferisco alla richiesta fatta da Cilento al ministro di voler ratificare il Ceta (Trattato di libero scambio tra Ue e Canada), una volontà chiaramente sconnessa con l’indirizzo ed obiettivo precipuo che dovrebbe avere l’associazione che è di tutela dei suoi imprenditori e dei prodotti nonché della sua produzione. 
A questo punto c’è da chiedersi se Confagricoltura ha cambiato il proprio indirizzo di rappresentanza e di tutela del settore agricolo oppure la richiesta del suo vicepresidente nazionale è stata dettata da un qualche colpo di sole di questo caldo finale di stagione, viceversa tanta incoerenza non si spiegherebbe.
Noi di Azione Identitaria lo scorso anno siamo subito scesi in piazza per le città calabresi a contrastare quest’ennesima scellerata decisione della politica europea di voler distruggere col Ceta, che ha sostituito il TTIP, i nostri prodotti, i nostri piccoli e medi imprenditori  e tutto un indotto già duramente provato da politiche agricole nazionali che sono andate sempre contro la produzione nazionale.
Ricordo al vicepresidente di Confagricoltura che il Ceta favorisce l’entrata di prodotti alimentari importati dal Canada dove sono totalmente assenti i controlli esistenti qui da noi, alimenti Omg o trattati con medicinali per le piante, pericolosissimi dunque. 
Chiedo al Vicepresidente Cilento: abbiamo forse bisogno in Italia di grano proveniente dal Canada?
E’ davvero assurdo quanto espresso dal dott. Cilento, per fortuna la cosa ha trovato subito l’avversione del ministro Centinaio, infatti sia Lega che Movimento cinque Stelle hanno votato contro la ratificazione del Trattato nel Parlamento europeo.
Il Ceta avvantaggia solo le multinazionali, con questo accordo commerciale si semplificherà si l’esportazione ed importazione di prodotti, ma nei confronti di un Paese come il Canada che non ci fornisce alcun genere di alimento che noi non possiamo già produrre in Italia, come il grano per esempio, e gli svantaggi e le difficoltà saranno solo degli imprenditori agricoli e di noi consumatori , che saremo invasi da prodotti Omg che metteranno a serio rischio la salute dei cittadini, la Confagricoltura è andata sicuramente in cortocircuito riguardo a ciò e ne prendano contezza gli imprenditori del settore ad essa associati.

Bruno Spatara
Reggente AZIONE IDENTITARIA CALABRIA

martedì 4 settembre 2018

Falcomatà non crede alla democrazia e denuncia due nostri militanti.


Due nostri militanti sono stati raggiunti dalla notifica di proroga delle indagini per un reato riconducibile all’art.294 c.p. a seguito di una denuncia sporta da parte del comune di Reggio Calabria in conseguenza ad un’azione politica di critica all’operato del sindaco Falcomatà.
L’azione, avvenuta nello scorso novembre, è stata subito rivendicata attraverso comunicato stampa ed ampiamente divulgata dagli organi di informazione e si è trattato di attaccare (con lo scotch, quindi senza danneggiare strutture) due simpatici manifesti col nostro logo recanti, l’uno, le immagini dei danni del maltempo nella città di Reggio e, l’altro, la foto del sindaco ritenuto da noi responsabile della mancata manutenzione delle strade ed il consiglio a dimettersi.
L’art.294 c.p. recita “Chiunque con violenza, minaccia o inganno impedisce in tutto o in parte l’esercizio di un diritto politico, ovvero determina taluno a esercitarlo in senso difforme dalla sua volontà, è punito con la reclusione da uno a cinque anni".
Nell’apprendere tale accusa non abbiamo potuto fare a meno di sorridere poiché è l’ennesima conferma di un clima di “democrazia personalizzata” che ci viene da una certa area politica, al comune di Reggio Calabria non si crede nella democrazia ma la si decanta e non si accettano critiche politiche nonostante l’incapacità amministrativa sia tangibile per chiunque.
La cosa triste, e che merita tutto il nostro (ed il vostro) disgusto è che si tiene impegnato del personale giudiziario in indagini (6 mesi + 6 di prolungamento delle stesse) per immaginari reati, partoriti da una mente capricciosa, quando tutti conosciamo bene la lentezza della giustizia in Italia.
Probabilmente chi ha voluto questo spreco non ha una corretta percezione della realtà calabrese altrimenti avrebbe evitato di intasare i tavoli giudiziari con le denunce contro il nulla per rispettare la priorità di indagare su reati veri e, soprattutto, penalmente gravi, ma, si sa, il delirio di onnipotenza non va mai a braccetto col buonsenso per cui, dall’alto della nostra onesta coscienza, ci sentiamo di consigliare all’autore della denuncia di “stare sereno” poiché il “diritto di critica politica” è previsto dalla legge come esimente dal reato di diffamazione ed a maggior ragione se rispecchia la verità dei fatti.
Non è nostro stile scadere in attacchi personali né offendere o minacciare nessun avversario politico, noi critichiamo i fatti e, contrariamente a tanti altri, proponiamo soluzioni alternative senza pretese alcune, pertanto, consapevoli di essere nel giusto, provvederemo ad incorniciare la notifica di “proseguimento indagini” come una simpatica vignetta umoristica sulla quale farci qualche risata.

Ufficio Stampa
AZIONE IDENTITARIA CALABRIA

(la foto dell'azione del novembre 2017)



sabato 1 settembre 2018

Reggio Calabria,concluso presidio di Azione Identitaria davanti ospedale.

Si è concluso poco dopo mezzogiorno il presidio organizzato da Azione Identitaria davanti al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria per manifestare a difesa della sanità pubblica e del nosocomio reggino. Non sono bastati 35° di temperatura a fermare una delegazione del movimento politico che dopo aver ricevuto il rifiuto da parte dei dirigenti aziendali per un confronto sulle condizioni dell’ospedale, hanno anche subito l’angheria da parte degli stessi, i quali si sono opposti anche ad una qualsiasi nostra presenza all’interno del perimetro ospedaliero



Dal momento che non era nostra intenzione far muro contro muro con tali personaggi, il gruppo politico si è spostato all’entrata esterna della struttura aprendo uno striscione con su scritto: “Cartone per ingessatura questa la sanità di Scura.
Il presidio, a cui ha presenziato anche il dirigente regionale di Fiamma Tricolore Antonio Giordano ed il prof. Enzo Vacalebre candidato sindaco di Reggio Calabria, è andato avanti con un pubblico discorso in cui ha preso la parola il coordinatore regionale di Azione Identitaria Igor Colombo, il quale ha denunciato il paradossale concorso bandito dalla stessa Azienda dei Riuniti per coprire i posti di primario di un reparto che in realtà non è mai esisto e non esiste, come quello di Geriatria, tutto ciò con l’assenso del commissario Scura, mentre altri reparti primari e di emergenza come Chirurgia toracica, Chirurgia vascolare, Medicina etc hanno anche difficoltà ad organizzare i turni di notte per mancanza di personale.
Colombo ha continuando poi denunciando un disavanzo sanitario regionale che da 30 milioni di euro qualche anno fa, è arrivato oggi a raggiungere i 150 milioni e tutto questo all’ombra di un commissariamento che ha portato solo chiusura di ospedali ed accorpamento di reparti e vari smantellamenti di presidi sanitari.
Ha preso poi la parola Paola Turtoro portavoce regionale , la quale si è soffermata sull’importanza di sostenere il settore pubblico della sanità sottolineando il fatto che il privato può solo al massimo integrare tutto ciò che è pubblico ma non deve assolutamente essere sostituito. Turtoro poi ha anche fatto un passaggio sui numeri dell’emigrazione sanitaria ,rimarcando che in Calabria è in continuo aumento e sul fatto che nella nostra regione i Lea(Livelli Essenziali di assistenza) non vengano garantiti.

Azione Identitaria Calabria
Ufficio stampa

giovedì 30 agosto 2018

Paola Turtoro, portavoce regionale Azione Identitaria Calabria, replica ad Art.1-MDP su fondi regionali dirottati.


Avremmo di gran lunga preferito un chiarimento da parte della Regione volto a tutti i calabresi riguardo al “dirottamento” dei fondi destinati alla prevenzione del fenomeno ndranghetistico, un chiarimento espletato in maniera limpida e chiara in modo da poter essere fruibile a qualsiasi categoria di lettore e. soprattutto, di cittadino di Calabria ed invece arriva puntuale il patetico e sterile rigurgito ideologico che nulla ha di politico né di intellettualmente onesto da parte del coordinatore regionale di Articolo -1 MDP che evidentemente era ansioso di cogliere al volo l’occasione per “brillare” nel firmamento di stelle cadenti della sinistra.
La mancata risposta del settore “Legalità e sicurezza” non ce la siamo inventata noi in quanto anche nelle dichiarazioni uscite dalla Regione subito dopo l’articolo che parlava di “dirottamento” non risulta ben chiara la destinazione dei soldi destinati al progetto iniziale. Inoltre nessuno ha fatto cenno a destinazioni verso enti privati:  probabilmente l’odio verso i movimenti identitari non solo lo ha accecato ma gli ha obnubilato la mente confondendogli notevolmente sia le idee che la capacità di lettura.
Se per MDP la risposta è soddisfacente a noi non basta e staremo vigili nell’interesse di tutti i calabresi onesti.
Sento doveroso, anche se superfluo, visto il subdolo e ridicolo attacco sferrato al nostro coordinatore Igor Colombo, chiarire alcuni punti fondamentali al “sedicente” difensore delle ambiguità amministrative regionali precisandogli che il movimento Azione Identitaria mette a sua disposizione letture altamente storico-culturali e non meramente limitate a riviste alle quali è probabilmente abituato abbeverarsi per sentirsi preparato e dotto e che, contrariamente a quanto partorito dalla sua malata immaginazione, i militanti del movimento non conoscono la superficialità del periodo estivo (prova ne è che nel mese di agosto è stata fatta un’azione sociale ridando lustro e dignità ad un’area verde abbandonata all’incuria a Lamezia Terme).
Consiglio inoltre al coordinatore di Art.1-MDP di documentarsi bene sia sulle azioni che sulla preparazione anche politica dei componenti di Azione Identitaria e di non cercare consensi barricandosi dietro infondate accuse da sfigato antifascista ed amante di passerelle istituzionali che tutto ottengono in favori elettorali tranne che di incidere concretamente nella lotta alle mafie.
La “desolazione del loro agosto” la riservi per chi è solito approfittare dell’abbassamento della guardia per preparare rientri settembrini con sorprese tutt’altro che positive per i calabresi e se ci tiene a lanciare segnali forti in Calabria lo facesse denunciando i fenomeni di caporalato e abusivismo, a difendere il diritto alla salute e non appoggiando chi continua a sostenere indagati o ad affossare ulteriormente settori sociali come quello sanitario.

Paola Turtoro
Portavoce regionale
AZIONE IDENTITARIA CALABRIA



D'Amico (Azione Identitaria) denuncia il degrado e l'incuria di palazzo Rambaldi di Lamezia Terme.


Siamo stati contattati ed abbiamo incontrato i residenti di via Belvedere, nel cuore del centro storico di Lamezia Terme, per una problematica di degrado che investe questo quartiere. Nel giungere sul posto abbiamo visto le condizioni in cui versa un immobile di proprietà del comune, l’ex Palazzo Panariti oggi intitolato al compianto artista e maestro prof. Carlo Rambaldi, lasciato completamente all’abbandono ed al degrado.
 I residenti ci hanno riferito di essersi rivolti piu’ volte sia al Comune che alla Multiservizi riscontrando soltanto l’indifferenza delle istituzioni preposte.
Il cancello di ingresso dello stabile, che un tempo era in gestione di un’associazione che si prendeva cura dei diversamente abili, è chiuso con un lucchetto e pertanto anche per gli stessi abitanti del posto, che si erano anche offerti di prestare la loro opera in maniera del tutto gratuita per restituire al decoro il Palazzo, non è stata possibile, per l’impossibilità di accedervi dall’interno e la loro richiesta di avere le chiavi è stata negata.
 Esasperati dalla reticenza riscontrata si sono rivolti a noi di Azione Identitaria e quanto si è presentato dinanzi ai nostri occhi è qualcosa di vergognoso e non degno di una città civile come Lamezia Terme: erbacce altissime di ogni tipo, alberi cresciuti e lasciati all’incuria ed anche all’insicurezza in quanto vi è anche il serio pericolo che qualche ramo possa spezzarsi e cadere all’esterno del vicolo del quartiere a ridosso delle abitazioni dove spesso sostano bambini ed anziani.
Noi ci chiediamo come sia possibile che uno stupendo stabile, dedicato alla creatività ed alle arti, situato nel cuore di uno dei centri storici più belli e caratteristici della città, sia lasciato cosi all’abbandono ed all’incuria con il dispiacere più profondo nel vedere che lo stesso è stato intitolato ad un personaggio illustre come il prof. Rambaldi che tanto bene ha voluto a Lamezia Terme. E’ una ferita, questa, anche alla sua memoria che non possiamo far passare nell’indifferenza.
Consci del fatto che sottoporre tale problematica a chi in questo momento occupa la sede vacante di viale Perugini è perfettamente inutile, vista la reticenza ed il muro che il commissariamento ha alzato nei confronti di tutte le categorie in città, noi lo stesso dobbiamo rivolgerci alle istituzioni nel rispetto della legalità e di tutte quelle forme propedeutiche all’osservanza di essa,  pertanto sollecitiamo Comune e Multiservizi a voler prestare opera di riqualificazione e pulizia dell’immobile nel più breve tempo possibile o, quantomeno, a concedere il nullaosta ai residenti del luogo, i quali armati di tanta buona volontà e degli strumenti necessari sono pronti a prestare la loro opera ed i lavoro di pulizia in forma completamente gratuita per ridare dignità, decoro e pulizia, ad uno stabile ed ad un quartiere che merita maggiore attenzione e rispetto.
Al commissario Alecci ricordiamo che il rispetto della legalità passa anche attraverso la cura dell’ambiente e la messa in sicurezza dei nostri quartieri, perché una zona lasciata ed all’abbandono è facile terra di conquista di ogni degrado e delinquenza che può attecchire in un contesto in cui vivono famiglie perbene e che conservano la memoria storica di una città tramandata e raccontata in ogni vicolo di questo caratteristico quartiere.

Pasquale D’Amico
AZIONE IDENTITARIA CALABRIA