martedì 17 luglio 2018

Vibo Valentia, vergognosi tempi d'attesa per intervento chirurgico su ultranovantenne - Colombo (Azione Identitaria): "Urge sopralluogo del ministro Grillo negli ospedali della Calabria.".

Esprimere un qualsiasi sentimento di vergogna per quanto sta accadendo all’ospedale civile di Vibo Valentia, dove una donna anziana ultranovantenne ricoverata da sabato per la rottura del femore ancora deve essere operata ed il ritardo dell’intervento chirurgico, che doveva avvenire entro un paio di giorni dall’arrivo nel nosocomio, è dovuto alla mancanza di anestesisti, è un qualcosa di inaccettabile e vergognoso.

 Della situazione dello Jazzolino, noi di Azione Identitaria, ce ne siamo occupati un anno fa, all’indomani dell’ennesimo decesso di un paziente nella stessa struttura ospedaliera, con un presidio dinanzi all’ospedale in cui fu affrontata, parlando con cittadini e giornalisti, tutta la criticità della sanità in Calabria e delle condizioni in cui sono lasciati i presidi sanitari nella nostra regione.

Su quest’altra pagina triste e drammatica della sanità, che vede purtroppo ancora la città di Vibo al centro dell’attenzione, non posso che esternare il mio rammarico e la mia rabbia poiché, ormai, in Calabria gli ospedali pubblici sono stati ridimensionati e depotenziati di personale medico e paramedico. Il blocco del turn-over ha aggravato ulteriormente la situazione e a fronte di questo vero e proprio sfacelo ci troviamo un commissario, come il dottore Scura, che non è riuscito neppure a garantire la convenzione con le strutture private nella Regione che, in casi come la signora di Briatico che aspetta ormai da giorni di essere operata, avrebbero potuto costituire una rapida soluzione con un trasferimento d’urgenza presso una clinica convenzionata in Calabria.

Sono molti anni che tutti gli ospedali in Regione lavorano sotto-organico e proprio la scorsa estate ho avuto modo di raccogliere le testimonianze dei continui disagi operativi da parte del  personale medico dell’ospedale di Locri, in occasione di un altro nostro presidio di protesta per evitare la chiusura del reparto di dialisi estiva, a causa dello stesso motivo: la mancanza di personale.

Ogni anno per effetto dei pensionamenti gli ospedali della Calabria sono i più colpiti da questo effetto domino sui reparti, la mancanza di specialisti, primari, medici ed infermieri mette a serio rischio non solo la salute dei cittadini ma anche l’operato e la condotta degli stessi addetti ai lavori, che svolgono l’attività nelle corsie dei nostri nosocomi spesso con turni massacranti e senza alcun riposo settimanale e, quindi, in estreme condizioni precarie.
Alla luce di quanto sta accadendo all’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia invito il neo-ministro alla sanità, Grillo, a scendere urgentemente in Calabria per visitare i nostri ospedali, soprattutto quelli dove con una certa frequenza si verificano casi di malasanità o di pessima gestione dei casi clinici.

Il Piano di Rientro di un debito sanitario, che da quando la Regione è stata commissariata (luglio 2010) non ci è ancora dato sapere a quanto ammonti, rappresenta una vera e propria spada di Damocle sull’utenza, costretta spesso ad emigrare fuori regione per casi urgenti e che ora sta riscontrando difficoltà anche per un intervento che può essere classificato di “routine”, come quello al femore della povera signora di Briatico, che rischia di avere conseguenze ben più drammatiche se non si interviene tempestivamente.

Igor Colombo
Coordinatore regionale AZIONE IDENTITARIA CALABRIA

mercoledì 11 luglio 2018

Striscione di Azione Identitaria: "Sindacato traditore, quando #Stayhuman per lavoratore?"


Nella notte, i militanti di Azione Identitaria, hanno affisso uno striscione al Ponte San Rocco del Torrente Cantagalli a Lamezia con scritto 
“Sindacato traditore, quando #stayhuman per il lavoratore?”

Il messaggio lanciato è un’accusa verso il servizio inutile e frodatorio dei sindacati in Italia, ridotti da anni al servizio di un potentato politico ed economico e che nulla hanno mantenuto dell’originario ruolo per il quale nacquero, che era la tutela a 360° dei lavoratori contro un dilagante capitalismo sfruttatore e mortificatorio della dignità umana.

Dall’inizio dell’anno ad oggi il numero delle vittime di incidenti sul lavoro è di ben 380 unità, mentre le “vittime silenziose”, quelle condannate al precariato ed alla disoccupazione, sono numerosissime, ma di questo i sindacati non se ne occupano e, piuttosto, considerano una conquista l’attività di “bike messenger” (fattorini in bicicletta) pagata con oboli pietosi.

Il maggior sindacato italiano, la CGIL, che ha ormai assunto il ruolo di “paracolpo istituzionale” per la difesa della grande industria e delle multinazionali operanti in Italia, non si accontenta di aver trovato il suo posto al tavolo dei potentati economici, ai quali è chiamata a consumare in onore di un omertoso giuramento a discapito dei lavoratori, adesso allarga il suo campo nel business dei nuovi schiavi, l’immigrazione.

Nessuno #StayHuman per il lavoro precario e per le morti bianche (di lavoratori spesso assunti in nero) poiché vorrebbe dire mettersi contro i foraggiatori dei loro lauti stipendi e perdere, quindi, le prestigiose scrivanie che hanno conquistato durante questi anni vendendosi la vera missione per cui furono istituite.

Come Azione Identitaria consigliamo a questi signori di sostituire la maglietta rossa dell’emorragia umana con una nera a ricordo delle tante vittime di incidenti sul lavoro e di suicidi di Stato, poiché se di emorragia vogliono preoccuparsi lo facciano per quella vera: l’emorragia occupazionale.

Ufficio stampa
AZIONE IDENTITARIA CALABRIA





martedì 10 luglio 2018

Turtoro (Azione Identitaria) lancia sottoscrizione popolare a sostegno della famiglia di Giuseppe Parretta.


Era una sera fredda di inverno quando, Giuseppe Parretta, 19 anni, venne ucciso sotto gli occhi increduli della madre, ucciso da un balordo tutelato da questa assurda società che tende a difendere il carnefice ed a mortificare le vittime.

Da quel giorno i riflettori di tutta Italia si sono accesi sulla tragedia che ha colpito Catia Villirillo, mamma di Giuseppe e presidentessa dell’associazione “Libere Donne” di Crotone, piu’ volte vittima (lei stessa) di attentati ignobili per la funzione sociale che porta avanti da anni e che, nonostante ripetute  richieste presentate alle istituzioni per avere maggiori garanzie di sicurezza presso la sede dell’associazione (luogo del delitto) non ha mai ricevuto risposte fino al momento in cui tutti i media e le tv nazionali hanno concentrato l’attenzione su questo tremendo fatto di cronaca.

E’ infatti all’accensione dei riflettori nazionali che l’amministrazione comunale di Crotone ha messo in atto la recita più ignobile che si potesse prospettare promettendo addirittura sostegno economico alla famiglia (Catia non ha un posto di lavoro fisso) ed il pagamento delle spese del funerale.

Il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, non ha perso tempo a sfilare in passerella con la “lacrima diplomatica” sia al funerale che alla fiaccolata organizzata dagli amici di Giuseppe e dichiaro’ anche alla stampa (era il 14 gennaio) la decisione presa “in seduta straordinaria” dalla Giunta di accollare al comune le spese, se non poi eclissarsi a telecamere spente.
“Prima il mio Giuseppe era figlio “di tutti” e ora invece è figlio di nessuno?”, sono le amare parole di una madre a cui il figlio è stato ucciso due volte: una volta dalla pistola di un delinquente e la seconda volta da chi ha voluto strumentalizzare la tragedia per avere il suo momento di gloria e per costituirsi addirittura parte civile affinchè venga risarcito per ben 10 milioni di euro ma per cosa?

Si costituisse parte civile nei processi di ‘ndrangheta o si teme qualche vacillamento di poltrona?

“Grazie lo stesso sindaco, ma i tuoi soldi non li voglio più”: sono le parole di una madre che da insegnamento di dignità a questi personaggi ipocriti ed opportunisti.

Come Azione Identitaria vorremmo dare una vera mano a Catia Villirillo ed è per questo, dopo aver sentito la famiglia e col suo consenso, che lancio l’appello a tutte le associazioni ed i partiti del territorio (e non solo) di contribuire con una donazione per andare incontro in maniera concreta alle esigenze e difficoltà della famiglia di Catia Villirillo.

Modi e forme saranno stabilite insieme a chi aderirà alla sottoscrizione popolare alla quale potranno partecipare commercianti ed imprenditori.

Puntiamo sulla sensibilità e solidarietà dei crotonesi che in questo non sono mai stati secondi a nessuno.

Paola Turtoro
Portavoce regionale
AZIONE IDENTITARIA CALABRIA

domenica 8 luglio 2018

Lamezia Terme, morte operaio. Spatara (Azione Identitaria) chiede lutto cittadino.


Chiedo ai commissari prefettizi del Comune di Lamezia Terme di voler proclamare la giornata di lutto cittadino per l’operaio, Franco Muraca, deceduto sabato scorso a seguito di un tragico incidente avvenuto giovedì sul posto di lavoro.

Una tragedia che ha lasciato sgomenta una intera comunità ed un atroce destino che ha colpito un altro figlio di Lamezia, il più umile ed indifeso dei suoi figli nel suo nobile lavoro di operaio.
Mi appello alla sensibilità di chi oggi occupa ed amministra per conto dello Stato la città, in una forma di vicinanza umana ed istituzionale nei confronti di questa sfortunata famiglia segnata per sempre da una tragedia alla quale tutta Lamezia ha il dovere morale di partecipare. Già dalla data in cui verranno fissate le esequie, dal Palazzo della città le bandiere potrebbero essere issate a mezz’asta e con l’osservanza di qualche minuto simbolico di chiusura di tutte le attività commerciali.

Sono certo che la grande sensibilità che questa città in simili e drammatici eventi non ha mai fatto venire meno, verrà fuori anche stavolta e sono convinto del buon senso umano ed istituzionale dei commissari, che sapranno stringersi anch’essi al dolore della famiglia del povero Muraca.

Bruno Spatara
Reggente regionale
AZIONE IDENTITARIA CALABRIA

venerdì 6 luglio 2018

Incidente sul lavoro a Lamezia Terme. Colombo (Azione Identitaria): "Chiediamo una legge nazionale che sia indirizzata alla socializzazione delle imprese".


Purtroppo ancora una volta nella nostra già martoriata terra ci tocca fare i conti con l’ennesimo incidente sul lavoro, e l’ultimo ha visto coinvolto un operaio lametino.

Formulando i migliori auguri di guarigione a questo sfortunato lavoratore ed alla sua famiglia vorrei sottolineare che, purtroppo, sul fronte lavoro e sicurezza le cose non migliorano affatto ed anzi continuano ad andare sempre peggio.

Noi di Azione Identitaria qualche anno fa, proprio nella città di Lamezia Terme, abbiamo affisso dei manifesti davanti alle tre principali sigle sindacali, Cgil-Cisl-Uil, accusando le stesse organizzazioni di essere sempre state, nei confronti dei governi   liberal-capitalisti che si sono succeduti in Italia, troppo morbide ed accondiscendenti.

I sindacati si sono macchiati del gravissimo peccato di negligenza nei confronti degli stessi lavoratori, che da loro dovrebbero essere tutelati, ed invece sono rimasti abbandonali al precariato e ad un affermato stato di insicurezza nei luoghi di lavoro. 

Chiedo alla principale organizzazione sindacale, la Cgil, che fine abbia fatto quella speciale Task Force annunciata in pompa magna dal suo direttivo regionale all’indomani delle vittime sul lavoro di Lorica e Delianuova e che mai ha effettivamente visto la luce, altresi invece abbiamo assistito a manifestazioni della stessa Cgil, recentemente in Calabria, a sostegno dei diritti per gli immigrati della nave Aquarius, tralasciando la tutela dei diritti dei lavoratori italiani.

Purtroppo gli incidenti, che vedono vittime gli operai sui cantieri di lavoro, non sono figli di fatalità bensì avvengono per l’assenza di adeguate norme di sicurezza, di mancata prevenzione e di inesistenza di sistemi economici che vengano in aiuto alle piccole e medie imprese, completamente abbandonate dai governi capitalisti.

Alla luce dell’ultimo e grave episodio avvenuto a Lamezia Terme torno a ribadire l’urgenza di avere una legge che superi tutte le difficoltà che ostacolano sotto vari aspetti l’adozione di criteri e norme di sicurezza su tutti i luoghi di lavoro e sui cantieri, e cosi come abbiamo chiesto due anni fa in occasione del nostro blitz alle sedi sindacali di Lamezia Terme, chiediamo una legge nazionale che sia indirizzata alla socializzazione delle imprese per fare in modo che gli stessi lavoratori vigilino insieme ai loro datori di lavori ed imprenditori, affiancandoli nella conduzione delle attività, facendoli partecipare agli utili dell’azienda stessa.

La nostra proposta coincide con la visione prospettata recentemente dall’imprenditore di Gioia Tauro, vessato ed avversato dalla ndrangheta, Nino De Masi, il quale l’ha recentemente sottoposta al ministro del lavoro Luigi di Maio, quale antidoto per contrastare la criminalità organizzata sul territorio.

E’ di queste proposte che ci dobbiamo fare forti e non delle pratiche giaculatorie della casta sindacale che nulla ha fatto, neppure coi governi di sinistra, per frenare questa spirale tragica di incidenti sul lavoro e morti bianche.

IGOR COLOMBO
Coordinatore regionale
AZIONE IDENTITARIA CALABRIA

mercoledì 4 luglio 2018

"Niente hotspot in Calabria", accogliamo con soddisfazione l'annuncio dell'on. Furgiuele.


Esprimiamo apprezzamento per la decisione del Governo di non procedere con l’ubicazione degli hotspot nelle città di Crotone e Corigliano, che erano state ideate e volute dal precedente ministro degli interni Minniti

Le parole del deputato leghista calabrese, on. Domenico Furgiuele, le accogliamo con soddisfazione anche perché in Calabria, come Azione Identitaria, abbiamo ferventemente osteggiato questo progetto.

Risale infatti a circa un anno fa un nostro blitz in sede di consiglio comunale ed un presidio davanti alla casa comunale poiché il sindaco della città di Crotone si è piu’ volte dichiarato favorevole a tale scelleratezza.

Molte forze politiche ed associazioni varie orbitanti nell’alveo della sinistra continuano a sostenere il business dell’immigrazione con tutti i suoi effetti negativi ma noi di Azione Identitaria in Calabria continueremo a mantenere alta l’attenzione affinchè il Governo prosegua sulla strada che ha intrapreso.

Paola Turtoro
Portavoce regionale
AZIONE IDENTITARIA CALABRIA


martedì 3 luglio 2018

Geymet, Azione Identitaria, a Reggio Calabria ancora nessun provvedimento per l'incuria degli alberi secolari.


Si spezza il ramo di un albero a Reggio Calabria e ferisce due persone, due sacerdoti:
don Luigi Cannizzo, parroco della “Candelora, e don Tonino Sgrò parroco della chiesa Santa Maria del Lume a Pellaro.

Visto che da piu’ di un anno si invoca la messa in sicurezza degli alberi nella città metropolitana di Reggio, ma il sindaco preferisce battersi per problematiche sicuramente piu’ vicine all’astrattismo che alla risoluzione di “problemucci” ricadenti nell’asse civico, ci si deve augurare che il sindaco tema almeno la punizione divina e, magari, prenda provvedimenti.

Il problema dell’incuria degli alberi secolari in città, protagonisti di cedimenti e cadute rovinose, è stato, a torto, sempre sottovalutato nonostante i numerosi episodi che hanno danneggiato sia attività commerciali che automobili, oggi abbiamo un ferito e riteniamo sia giunto il momento di intervenire e non limitarsi a fare promesse in attesa che la prossima vittima non posso raccontare l’accaduto.

La città di Reggio Calabria ha bisogno di essere riqualificata e ritornare allo splendore di un tempo e per far questo c’è bisogno di buona volontà soprattutto e non di slogan mondialisti, com’è solito fare Falcomatà, che servono solo alla sua personale e discutibile propaganda.

Noi di Azione Identitaria, che già un anno fa facemmo presente il problema, ci sentiamo di suggerire al sindaco di iniziare a fare il bene della città e, magari, affidare la manutenzione/cura del verde ai tantissimi disoccupati, quindi destinare le risorse, che lui preferirebbe investire in inutili slogan, a restituire dignità a qualche padre di famiglia ed alla città stessa.

Antonello Geymet
AZIONE IDENTITARIA CALABRIA