lunedì 5 marzo 2018

ELEZIONI 2018 - UNA FARSA, COME VOLEVASI DIMOSTRARE


Anche quest'anno sono già passati il Natale, con i suoi dolci e le sue luci colorate, il San Valentino delle bomboniere e delle trousse a forma di cuore, e il Carnevale con le sue maschere.
Si è appena conclusa un altra ricorrenza, quella delle "elezioni democratiche", che con le altre appena citate ha in comune grossomodo ogni cosa: anche le elezioni, come il Natale delle cene e dei regali, e come il Carnevale dei petardi e delle maschere di plastica, altro non sono che eco remote di istituzioni e credenze passate, svuotate totalmente del loro significato e ridotte a una mera rappresentazione di loro stesse.
Come volevasi dimostrare, il risultato delle #ElezioniPolitiche di ieri, #4Marzo, era facilmente intuibile e sostanzialmente già scritto: un terzo, un terzo, un terzo, con il PD a recitare la parte del terzo azzoppato, punito per essere associato, e a buona ragione, con la disastrosa accelerazione nei piani di Grande Sostituzione demografica attraverso l'immigrazione incontrollata dall'Africa e dal Medio Oriente. Nessuna possibilità di formare un governo vero e proprio: gli ordini arriveranno direttamente da Bruxelles e dalle centrali della finanza apolide, come ormai avviene alla luce del sole dal 2011 e, in modo meno esplicito, da molto più tempo ancora. Il nuovo governo sarà tecnico, o in ogni caso senza alcuno spazio di manovra... come aveva minacciato, del resto, il presidente della Commissione Europea Juncker, sapendo il fatto suo!
Torna ad aumentare il Movimento 5 Stelle, raccattando voti da ogni parte, senza un programma chiaro se non attribuire agli "altri"- e solo agli altri - ogni responsabilità della situazione attuale della nostra Nazione, senza MAI andare alla radice dei problemi e senza MAI identificarne i reali responsabili.
In testa la coalizione di centrodestra, con una maggioranza risicatissima e soltanto relativa. Buono il risultato dell'ambigua Lega di Salvini, che riesce ad uscire dal suo feudo al Nord. Come il M5S anche la Lega è in una posizione di totale ambiguità quando si parla di politica monetaria, di politica estera e geopolitica, e soprattutto ci troviamo davanti ad un partito che pretende di fermare l'immigrazione di massa senza mettere realmente in disccusione l'ideologia liberista che ne rappresenta una delle radici economiche e ideologiche, perlomeno nei Paesi occidentali. Il voto massiccio alla Lega non ha alcuna radice economica o ideologica, è chiaramente un voto di protesta degli italiani, vessati dal dover pagare le conseguenze di una immigrazione scellerata che non si fermerà. Non certo pretendendo di fermarla con un voto...
Infine, si conclude, assieme agli ultimi fiati di trombetta e agli ultimi coriandoli nel vento la farsa dell'Onda Nera", del "pericolo fascista", che ha visto l'Italia riempirsi nuovamente di slogan da Anni di Piombo da parte delle sinistre terminali anti-identitarie, con tanto di minacce e aggressioni; allo stesso modo finisce qui quell'aspettativa del tutto irreale e gonfiata di poter "sfondare" in Parlamento da parte dell'estrema destra italiana. Penalizzati dal non aver potuto parlare dei loro programmi, ma principalmente di dover giustificare i rapporti storici col Fascismo e di dover chiarire la situazione pesante di tensione con i finti-ribelli Antifa a libro paga di Soros, i piccoli partiti dell'estrema destra, in lieve aumento, si riconfermano con le solite percentuali inferiori all'1%.
Questi piccoli partiti, ostinandosi a giocare alle regole della finzione democratica, altro non possono fare che raccogliere piccoli segmenti della società già allineati su determinati valori e ideologie nazionalpatriottiche, una esigua parrocchia già erosa dall'ostinazione di voler continuare a filtrare l'Identità Nazionale, millenaria, attraverso la sola immagina del Fascismo, finito oltre settant'anni fa, o quella di subculture neofasciste terminate con la caduta del Muro di Berlino.
Fino a che chiunque sia animato da valori patriottici, identitari, non comprenderà la natura di finzione e di inganno dell'attuale sistema politico-economico, il popolo italiano non avrà alcuna speranza di poter riprendere in mano le redini della Nazione asservita e umiliata: possono aumentare, di poco, i voti dell'"identitarismo" annacquato di liberismo del centro-destra, o possono salire lievemente le percentuali irrisorie dell'"identititarismo" zavorrato di neofascismo dei sopracitati movimenti, ma nulla si muoverà mai fino a che non si realizzerà che la Rivoluzione Identitaria passa prima di tutto dalla realtà concreta delle comunità locali, dalla presa di coscienza di essere Popolo e, di conseguenza, attraverso un cambio TOTALE di prospettive e di riferimenti: spirituali, culturali, politici ed economici.
Il compito dei patrioti identitari è di favorire il ritorno, nel cuore degli Italiani, della fiaccola dell'Amor Patrio: senza filtri, senza censure, senza maschere. Una fiamma che dorme sopita, sotto le braci, e che può riaccendersi luminosa in ogni momento, soprattutto quando la si allontana dalle esalazioni fredde del disfattismo post-elettorale, e delle solite, trite e ritrite accuse verso il "popolo bue"... al quale NESSUNO ha chiesto di essere Popolo, ma soltanto di farsi votare!
Questo compito non ci spaventi e anzi, ci spinga piuttosto a un maggiore impegno: soltanto quando quella Luce pura arderà di nuovo con forza, il Buio che si nasconde dietro le maschere della democrazia moderna mostrerà il suo vero volto e sarà sconfitto. Solo allora potremmo vivere di nuovo una vita politica degna di tale nome, finirà questo mesto Carnevale, e tornerà la Primavera delle nostre Genti, radiosa come null'altro nei secoli recenti.
Patria!