sabato 19 agosto 2017

TERRORISMO E REMIGRAZIONE


I recenti fatti di Barcellona e gli attentati in Germania e Finlandia, compiuti da immigrati e da figli di immigrati, obbligheranno i governi europei ad essere più cauti in fatto di Ius Soli, anche soltanto per paura di ritorsioni elettorali.
Le forze populiste e di destra rimarcheranno sempre di più la necessità di poter rimpatriare chi commette gravi reati, chi attenta alla sicurezza nazionale e anche soltanto chi offenda i simboli della Nazione. Questo è già, ad esempio, nei programmi politici del Front National, in Francia.
Bisogna però iniziare a parlare di #Remigrazione, di #GrandeRimpatrio delle masse extraeuropee.
Uno scoglio ideologico "duro", che la politica istituzionale eviterà come la peste ancora per anni e anni a venire, di cui si devono far carico i movimenti identitari come Azione Identitaria.
Una remigrazione il più possibile pacifica, sostenibile, civile. Milioni di persone, spesso lavoratori, persone oneste, vivono come un corpo estraneo in Europa. Sono qui soltanto perché è stata progettata e inculcata dall'alto una deregolamentazione totale dei confini. Le autorità europee e i potentati economici hanno trattato le nazioni europee come mera espressione geografica, dimenticandosi che sono il prodotto di una interazione millenaria tra Terra e Popolo. Milioni di persone sono state incoraggiate a trasferirsi in Europa, spacciata per la "nuova America", per un territorio senza identità, in cui si potessero realizzare prospettive economiche senza avere a che fare con una Storia, con la presenza di culture, di etnie, di tradizioni. Dando per scontato che nessuno avrebbe avuto qualcosa in contrario. I governi di alcuni stati africani, come il Marocco, non sono innocenti: recepito il messaggio, non hanno fatto niente per impedire ai loro cittadini di partire. Si godono il vampirismo fiscale costituito dalle rimesse dei migranti, e auspicano pure ad una sorta di neo-colonialismo sull'Europa, "minacciata" da minoranze sempre più estese di concittadini.
Queste persone devono tornare nelle loro terre.
Non parliamo di impedire a piccole comunità di OSPITI di richiedere un permesso di soggiorno, come è sempre stato, o di svolgere limitate attività economiche, ma di ristabilire la normalità. L'Europa per gli Europei. Milioni di europei sono stati espulsi dall'Africa, in modo spesso barbaro e violento, nei decenni scorsi, nel corso di politiche di decolonizzazione. Milioni di africani, asiatici e latino-americani se ne devono tornare a casa loro, a prescindere dal fatto che siano criminali o meno. Nel modo più pacifico possibile, anche per esprimere nei fatti una differenza di modi e di civiltà che esiste ancora, e che va rivendicata con orgoglio. Ma deve essere fatto.
L'immigrazione di massa UCCIDE. 

E' il genocidio dei popoli, che decadono in meri soggetti della dittatura economica. Non più marocchini, tunisini, ghanesi, ma subculture urbane, radicalizzate e risentite contro altri ex-popoli, gli ex-europei. Tutti contro tutti, in una gigantesca favela.

L'immigrazione di massa IMPOVERISCE.

Svuota l'Africa dei suoi giovani, li spinge ai margini in un continente distante migliaia di chilometri, a condurre esistenze periferiche e avvilenti. Vampirizza l'Europa della sua forza, lascia i giovani europei senza lavoro, toglie fiducia nel futuro, aliena e disgrega. Per questo non si fanno più figli. 
Chi farebbe figli quando c'è la sensazione che il mondo, quello che abbiamo sempre conosciuto, stia per finire?

Potenze economiche, industriali, militari o persino nucleari come Inghilterra, Francia, Germania, Italia non possono farsi minacciare demograficamente da microbi geopolitici come il Regno del Marocco. 
E' fuori dalla realtà. Basterebbe leggere chiaramente i patti, ovviamente dopo essersi liberati dall'interno. Remigrazione in cambio di accordi commerciali e cooperazione tra Nazioni. Cessazione dei rapporti in caso di rifiuto. Il rapporto non sarebbe nemmeno unilaterale: milioni di cittadini che hanno vissuto e lavorato all'estero possono rappresentare un bene inestimabile per una nazione "in via di sviluppo".
 Al Nordafrica converrebbe accoglierli finché sono ancora tali, e non ancora ghetti infernali di disadattati.
Non sarebbe difficile... ma dobbiamo prendere atto che non c'è nessuna volontà in merito da parte di chi detiene le leve del potere politico e finanziario in Europa occidentale.
Prioritario, dunque, se ci si oppone alla #GrandeSostituzione e all'immigrazione di massa, non concedere nulla agli attuali vertici UE, NATO e Trilateral, principali responsabili della situazione.